I numeri del divario
Le rilevazioni ANIA degli ultimi anni descrivono un mercato in movimento ma ancora largamente scoperto: la quota di imprese italiane con una copertura contro i rischi catastrofali si è mossa intorno al 15%, con livelli di sottoassicurazione che per il rischio sismico e per quello alluvionale superano il 90% del danno atteso. Uno studio ANIA condotto nell'ambito del progetto GRINS su oltre due milioni di società di capitali conferma che il divario si concentra soprattutto su micro imprese e PMI.
L'obbligo introdotto per i rischi catastrofali sta spingendo i valori assicurati verso l'alto — le somme assicurate per terremoto e alluvione sono cresciute di oltre un quarto in un anno — ma copre solo una parte del problema.
Il divario che nessuno vede: le polizze che ci sono già
Nella nostra esperienza, la sottoassicurazione più frequente non è l'assenza di una polizza: è una polizza ferma. Quattro casi ricorrenti.
1. Valori assicurati fermi a dieci anni fa
Fabbricati e macchinari vengono spesso assicurati per il valore contabile residuo o per un importo aggiornato l'ultima volta prima di un ampliamento. Se al momento del sinistro il valore reale dei beni è superiore alla somma assicurata, scatta la regola proporzionale prevista dall'articolo 1907 del Codice civile: l'indennizzo viene ridotto nella stessa proporzione. Un'azienda assicurata per la metà del valore reale riceve, anche su un danno parziale, circa la metà del dovuto.
2. L'interruzione dell'attività non è coperta
Ricostruire un capannone è un costo; restare fermi sei mesi ne è un altro, spesso più grande. La garanzia di business interruption — che indennizza il margine di contribuzione perso e i costi fissi che continuano a maturare — è assente in molte polizze o presente con un periodo di indennizzo troppo breve rispetto ai tempi reali di ripristino, permessi e forniture inclusi.
3. Massimali di responsabilità civile non aggiornati
Massimali RCT/O dimensionati su un fatturato di dieci anni fa restano invariati mentre l'attività cresce, cambiano i mercati di sbocco e aumentano i valori in gioco. Vale anche per la responsabilità prodotto, per le imprese che esportano.
4. Il rischio cyber trattato come un tema informatico
Un blocco dei sistemi gestionali produce fermo produttivo, obblighi di notifica, costi di ripristino e possibili richieste da parte di clienti e fornitori. È un rischio d'impresa a tutti gli effetti, ma resta spesso fuori dal perimetro assicurativo, delegato al solo presidio tecnico.
Come si verifica una copertura, in pratica
- Confrontare i valori in polizza con il costo attuale di ricostruzione e rimpiazzo a nuovo, non con il valore di bilancio.
- Stimare il tempo reale di ripristino dopo un danno grave e verificare che il periodo di indennizzo lo copra.
- Controllare che le garanzie catastrofali rispettino i parametri di legge oggi in vigore.
- Verificare massimali di responsabilità civile e coerenza con fatturato, dipendenti e mercati serviti.
- Mettere in fila cosa resta scoperto e decidere consapevolmente cosa trattenere e cosa trasferire.
Non tutti i rischi vanno assicurati: alcuni si possono ridurre, altri trattenere. Ma la scelta ha senso solo se è una scelta, e non il risultato di un documento mai più riaperto dopo la firma.
Un confronto dedicato
Queste informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una valutazione personalizzata: condizioni, limiti ed esclusioni sono quelli dei singoli contratti. Per capire cosa cambia nella tua situazione, il modo più rapido è parlarne.
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